venerdì 24 novembre 2017

Perché Ciccillo e la Valle dei dinosauri non sono ancora patrimonio Unesco?

Perché Ciccillo e la Valle dei dinosauri non sono ancora patrimonio Unesco?

Autore: Lucia Casamassima/lunedì 19 giugno 2017/Categorie: INCHIESTE

 Chi e perché vuol portar via l'Homo Arcaicus di Altamura dalla sua grotta? Perché nessuno si è mai prodigato per consegnarlo sotto la protezione dell'Unesco insieme con la paleosuperficie di Cava Pontrelli? Perché "un affare" di importanza e interesse mondiale, a distanza di quasi 25 anni, è ancora una faccenda locale?

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Chi e perché vuol portar via l'Homo Arcaicus di Altamura dalla sua grotta? Perché nessuno si è mai prodigato per consegnarlo sotto la protezione dell'Unesco insieme con la paleosuperficie di Cava Pontrelli? Perché "un affare" di importanza e interesse mondiale, a distanza di quasi 25 anni, è ancora una faccenda locale?

"Ciccillo", così è stato confidenzialmente ribattezzato, è il più antico esemplare di scheletro completo di essere umano adulto mai ritrovato. Ha circa 120 mila anni ed è considerato il progenitore delle popolazioni neanderthaliane dell’Europa meridionale. Fu scoperto nel 1993 sull’altopiano delle Murge di Altamura da un gruppo di speleologi volontari, a sei chilometri dalla città, nella grotta carsica di Lamalunga, a dodici metri di profondità. Secondo le uniche informazioni disponibili, Ciccillo è caduto lì mentre andava a caccia. E lì è rimasto intrappolato, perché non potendo risalire, si è stretto in una nicchia, aspettando la morte. Ventiquattro anni fa è stato ritrovato intatto, tra stalattiti e stalagmiti, e tutt’ora è ancora lì, dove può essere visto da tutti, grazie a telecamere sotterranee e a uno schermo in superficie.

Dal giorno di questa straordinaria scoperta, Ciccillo è stato vittima di un'altra ibernazione, perché oggetto di discussioni e interessi non propriamente scientifici; perché è stato al centro di interrogazioni parlamentari, sommarie e ripetitive, presentate più che altro per dovere d'ufficio dal parlamentare di turno; perché non è mai stato pubblicato un bando di gara che non avesse i soliti destinatari e che si rivolgesse, invece, a esperti e studiosi di tutto il mondo; perché non è mai stato candidato al riconoscimento (e alla protezione) dell'Unesco. Ciccillo deve stare tra le bellezze del patrimonio artistico e culturale universale. Gli unici interventi scientifici e rilevanti sono stati quelli di Vittorio Pesce Delfino, Philippe Tobias e Horst Seidler (l’esperto della «mummia di Similaun») i quali hanno sempre sostenuto che Ciccillo andasse studiato, sì, e conservato, sì, ma «in loco», nel suo ambiente naturale, per non correre il rischio di vederlo in frantumi. Infatti, dopo un sonno di decine di migliaia di anni, che perlomeno lo ha conservato intatto, questo è il rischio che corre.

Due anni fa, è stato approvato dall'amministrazione comunale di Altamura (con l’ex sindaco Mario Stacca) il primo e unico progetto finanziato con un milione e mezzo di euro, fondi europei, tutti per Ciccillo (?). Questo piano di "valorizzazione" dell'Homo Arcaicus (ma come si può parlare di valorizzazione se si sa pochissimo di lui?) prevedeva la sua musealizzazione staccandogli il teschio - con il parere favorevole <<di massima>> della Soprintendenza per i Beni archeologici di Puglia (soprintendente La Rocca) -, che doveva essere custodito in una teca di vetro. Erano previsti rilievi in 3D da parte di una impresa specializzata in questa attività (ma per l'edilizia) e poi una riproduzione <<in grandezza naturale>> di Ciccillo.

Il 26 Aprile 2016 sono state presentate, durante l'inaugurazione del polo museale di Altamura, la riproduzione in 3D del cranio di Ciccillo e, niente di meno, il "risultato di una analisi rigorosamente scientifica dai paleo-artisti olandesi, i fratelli Adrie e Alfons Kennis, fra i più qualificati al mondo in ricostruzioni paleoantropologiche, nelle quali si combinano dati scientifici e interpretazione artistica". Un <<pupazzo>> in pratica, come quelli dei musei delle cere o come i personaggi dei cartoons che girano nei parchi divertimento, che ha stupito e emozionato pochi. Tra questi, ma forse più interessato che emozionato, il paleoantropologo Giorgio Manzi, della Università La Sapienza di Roma, che insieme con David Caramelli (Università di Firenze) ha messo da tempo gli occhi su Ciccillo, presentandosi come l'unico studioso ed <<esperto del caso>>. Allora, rileggendo il progetto, è proprio vero che <<vogliono portarsi via Ciccillo>>, come si sente dire per le strade di Altamura da diversi giorni. Non sono solo "rumors" (per usare la stessa parola di novelli assessori e tecnici e consiglieri comunali più o meno reticenti). Il progetto, ricordiamolo, è di un milione e mezzo di euro, mentre Altamura non ha ancora un centro studi attrezzato e specializzato che consenta lo studio di Ciccillo <<in loco>>.

La valle incantata, così è stata ribattezzata la valle più nota come "valle dei dinosauri" o "valle delle orme" di Cava Pontrelli. Nel 1999, a 5 Km da Altamura, sull’altopiano delle Murge, durante una perlustrazione in elicottero fu avvistato, e poi riconosciuto dal professore Umberto Nicosia dell'Università Sapienza di Roma, uno dei più estesi siti di orme di dinosauri d’Europa. Una storia lunga 80 milioni di anni e raccontata su 12 mila metri quadrati da più di 4 mila impronte di dinosauro di varia grandezza. Alcune arrivano a superare i 50 cm. Secondo le uniche informazioni disponibili su questo ritrovamento di importanza inestimabile, le orme appartengono in prevalenza a un gruppo di dinosauri corazzati simili agli anchilosauri. Ma sono state riconosciute anche impronte di sauropodi, carnivori e di altre specie non ancora riconosciute.

Una storia, forse, ancora più sciagurata di quella "vissuta" da Ciccillo. Perché i dinosauri solevano camminare e passeggiare su una proprietà privata! La cava era di proprietà della impresa Eco Spi di Altamura, che per anni si è opposta all'esproprio. Dal 24 Giugno del 2016 è di proprietà comunale, dopo un accordo (costato 700 mila euro) con i proprietari della cava. "La storia di Cava Pontrelli continua a essere la storia di uno scempio”, racconta Francesco Fiore, presidente del movimento culturale "Ora". “In diciassette anni - dice - non c'è mai stato nessuno, tra studiosi esperti e rappresentanti istituzionali, che si sia dedicato realmente alla tutela, alla salvaguardia e soprattutto allo studio di queste splendide e uniche orme di dinosauro". "Per anni – continua Fiore - prima con il movimento Spiragli e poi con il movimento Ora, abbiamo cercato di portare questa importante causa in Parlamento; abbiamo organizzato manifestazioni e tutto ciò che era nelle nostre possibilità per attrarre l'attenzione, chissà, di scienziati dell'altra parte del mondo che ci aiutassero a preservare il destino di questa cava". L'unica interrogazione al Governo, giusta e precisa, l'ha posta il deputato IdV Pierfelice Zazzera, il 30 Gennaio del 2012. "Credo, signor sottosegretario,- diceva Zazzera durante una seduta della Camera- che abbia l'obbligo e il dovere di avviare le procedure per inserire il sito archeologico di Altamura e della Cava dei Dinosauri all'interno del patrimonio dell'Unesco". 

Ciò nonostante, la Valle Incantata così come l'Homo Arcaicus, non sono nella lista dei siti candidati al riconoscimento dell'Unesco. C'è nella "Tentative list" (così si chiama) una candidatura molto generica "Le Murge di Altamura". E cosa vuol dire? Niente. Soprattutto se scorrendo la lista, si leggono definizioni precise come "Le paleosuperfici del Paleolitico Inferiore di Isernia e Notarchirico". Insieme con tante altre.

Le domande sono le stesse, gli stessi interrogativi che puntellano la storia di Ciccillo. "E' semplice - dice Francesco Fiore - spiegarsi il perché di tanto disinteresse. Il mondo scientifico, almeno in Italia, è prevalentemente costituito da nomi che fanno il mondo accademico italiano. E' la solita storia dei soliti baroni universitari che si dividono "le giurisdizioni" evitando di pestarsi i piedi l’uno con l'altro. E chi guarda da fuori evita di venire a imbrigliarsi in questa provincia (l'Italia, ndr)". Cava Pontrelli, finalmente espropriata, continua a non essere libera. Non è libera di essere studiata, guardata e conosciuta in tutto il mondo per la sua unicità. Non è protetta da mire non propriamente scientifiche. Lo dimostra l'ultima "mossa" dell'attuale amministrazione comunale. E' stato istituito un comitato scientifico (con una delibera di Giunta, ha affermato l’assessore alla Cultura del comune di Altamura, che però non è stato possibile leggere) per valorizzare e promuovere Cava Pontrelli. Risponde Francesco Fiore : "Ma cosa si può promuovere, cosa dovrebbero valorizzare se non sappiamo abbastanza sulle orme? Se non ci sono ancora studi scientifici e completi da diffondere?". Di questo comitato, fanno parte nomi illustri, per carità, se consideriamo i rispettivi ambiti di competenza, ma non sono le "figure" giuste perché non si tratta né di geologi, né di paleontologi, né di anatomopatologi. Fanno parte di questo comitato scientifico, il professor Antonino Zichichi, il professor Ortensio Zecchino e Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici. 

Così come ha spiegato l'assessore alla Cultura, "questi nomi sono stati scelti, dopo un'attività di scouting da parte dell'amministrazione in generale e dal sindaco, perché hanno dato la disponibilità a far parte di questo prestigioso comitato". E quali siano gli altri nomi individuati dal "sindaco e dall'amministrazione in generale" non è dato saperlo. "Una vergogna - conclude Francesco Fiore-, una vergogna se si pensa che Cava Pontrelli ha ricevuto qualche poco tempo fa tre milioni di euro dalla Città Metropolitana di Bari e l'amministrazione comunale ha deciso di spenderli in recinti, palizzate e illuminazione".

Qual è il futuro per Ciccillo e la Valle Incantata? Nel 1993, proprio l'anno in cui fu ritrovato l'Homo Arcaicus, l'architetto Pietro Laureano, riuscì a ottenere per la vicina città di Matera il riconoscimento Unesco per i Sassi più famosi di tutto il mondo. E a distanza di undici anni, è stata anche insignita del titolo di "Capitale europea della Cultura per il 2019". Lo slancio della città, nonostante questo titolo internazionale, non è sufficientemente ardito. Perché avrebbe dovuto e potuto prendersi cura e farsi carico di questa importante questione. Le manca la consapevolezza di creare un intero polo attrattivo di cui esserne, appunto, la capitale. Non esiste una "capitale di se stessa". Altamura, ancora peggio, continua semplicemente a fornire vitto e alloggio per i turisti di Matera "Capitale" trascurando un patrimonio unico e inestimabile.




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