venerdì 24 novembre 2017

Il decalogo (falso) del moralista a gettone sul business migranti

Il decalogo (falso) del moralista a gettone sul business migranti

Autore: Tike.news Redazione/lunedì 28 agosto 2017/Categorie: FATTI

Roberto Saviano ha diffuso sui social un nuovo prodotto: il decalogo sui migranti. E’ un breve videomessaggio, in cui prova a smontare le false informazioni (a suo dire) sulla questione “migranti e accoglienza”

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Roberto Saviano ha diffuso sui social un nuovo prodotto: il decalogo sui migranti. E’ un breve videomessaggio, in cui prova a smontare le false informazioni (a suo dire) sulla questione “migranti e accoglienza”, che ha suscitato l’ira e le polemiche già dei suoi fans. Quali sono le dieci bufale che avrebbe voluto smentire? Eccole.

<< I migranti ricevono 35 euro al giorno dallo Stato. Falso>>. Sì, non li ricevono direttamente ma a ognuno di loro lo Stato garantisce vitto, alloggio (con wi-fi), assistenza legale e sanitaria, e un team che si occupa della loro quotidianità presso le strutture che li ospitano. Il costo giornaliero per il mantenimento è di circa 35 euro, una cifra non stabilita per legge ma fissata nei singoli bandi (e che quindi può variare di qualche euro) che viene versata alle cooperative di accoglienza. A ognuno di loro va direttamente il pocket money, due euro e cinquanta centesimi giornalieri, più una scheda telefonica di 15 euro all’arrivo e un aiuto per le ricariche successive.

<<Le Coop hanno legami con la mafia. Falso>>. Falso? Ma se egli stesso ammette che “le mafie si infiltrano anche nella gestione degli immigrati”. Un fatto che non si può smentire viste tutte le recenti operazioni a Isola Capo Rizzuto, Napoli e Rimini. Il business dell’accoglienza è il nuovo business: un giro di miliardi di euro che non poteva lasciare indifferenti le organizzazioni criminali. Ma il buon Saviano osa aggiungere che ci sono “moltissime cooperative oneste e sane su cui puntare” senza citarne almeno una.

<<I migranti fanno la bella vita negli hotel di lusso. Falso>>. E’ vero, non tutti vengono accolti in strutture alberghiere. Ma è vero anche che questo business continua ad attirare molti gestori (in difficoltà e non), che scelgono di riconvertire alberghi (anche a 3 o 4 stelle) in strutture di accoglienza. Il motivo? Un guadagno maggiore e sicuro.

<<I migranti rappresentano un costo troppo alto per lo Stato italiano. Falso>>. “Nel 2016 il prezzo per l’Italia è stato di 3,3 miliardi di euro al netto dei contributi della Ue (appena 120 milioni), costi – ha scritto il ministro Padoan in una lettera a Bruxelles – dovuti ai “salvataggi in mare, all’identificazione, al ricovero, ai vestiti, al cibo, ai costi di personale, operativi e di ammortamento di navi e aerei”.

<<I migranti portano malattie. Falso>>. “Sarà brutto da dire – scrive Paolo Bracalini su il Giornale – ma non è proprio così”. Come si legge nel suo articolo, l’Unhcr ha riscontrato che nel 2015 i casi di scabbia rilevati dai medici di confine negli sbarchi di migranti sono stati circa il 10%. E che oltre alla scabbia sono stati riscontrati, sempre nel 2016, casi di tubercolosi (“38 solo in quelli di Milano). E infine, si legge che è la stessa Oms a spiegare che la condizione di immigrato agevola il rischio di contrarre la Tbc.

<<Sono troppi, è un’invasione. Falso>>. Certo, non è corretto dire che è un invasione. Ma dobbiamo tener conto che tra il 2016 e il 2017 sono sbarcati in Italia circa 280 mila persone. E capita sempre più spesso che le Prefetture denuncino la difficoltà nel trovare le strutture per accoglierli.

<<Gli immigrati tolgono lavoro agli italiani. Falso>>. E’ più corretto dire che gli immigrati sono in competizione con i lavoratori italiani. E lo ha dimostrato un’indagine per il Cer (Centro Europa Ricerche) a cura di Stefano Collignon e Piero Esposito, “European Migration and Job Market”. I due economisti spiegano che “la migrazione ha un effetto negativo sull’ occupazione dei nativi dei Paesi Periferici” ovvero i Paesi del Sud Europa. E tra questi c’è anche l’Italia. E’ vero che gli immigrati fanno lavori di basso livello, ma sono proprio i lavori per cui hanno le competenze gran parte dei lavorati dell’Europa meridionale, meno qualificati rispetto a quelli del nord Europa. “Mentre nei Paesi ad alta scolarità – scrivono- gli immigrati di basso livello culturale occupano i posti di lavoro che i cittadini non vogliono più fare, nel Sud entrano in competizione con i locali>>.

<<Gli immigrati ci pagano le pensioni>>. Gli stranieri che lavorano regolarmente e pagano gli oneri fiscali e previdenziali è chiaro che contribuiscono all’Inps. Ma è anche vero che la maggior parte degli immigrati lavora a nero e usufruisce del welfare pubblico.

<<La maggior parte degli immigrati commette crimini. Falso>>. “Un’elaborazione della Fondazione David Hume di Luca Ricolfi - scrive Paolo Bracalini – ha messo in fila i tassi di criminalità relativi tra stranieri e nativi dei Paesi Ue e in Italia gli stranieri delinquono in media 6 volte di più”. E aggiunge che pur essendo l’8, 3% dei residenti, gli stranieri sono il 32% della popolazione carceraria.

<<Con lo Ius Soli non aumenteranno gli sbarchi. Falso>>. Non ci sono dati per ammettere il contrario visto che lo ius soli non è ancora legge. Ma la concessione della cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori, darà il via a una vera e propria corsa all’imbarco. “La penisola – scrive Bracalini – come grande sala parto per diventare cittadini Ue>>. Aggiungiamo navi e aerei.

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