venerdì 19 gennaio 2018

Senza punteggiatura si disimpara a scrivere

Senza punteggiatura si disimpara a scrivere

Autore: Tike.news Redazione/martedì 12 dicembre 2017/Categorie: FATTI_

Il disastroso analfabetismo di ritorno di attraverso sms e social network. Luca Serianni: “L’importanza dell’apostrofo e quella del punto e virgola”

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I social network, le app per la messaggistica istantanea e le chat virtuali stanno cambiando, ormai da tempo, il modo di vivere e di concepire il reale. Ma, cio’ che è peggio, stanno stravolgendo la lingua italiana. La punteggiatura è quasi completamente assente e sta scomparendo l’apostrofo.

"Un bacio è l'apostrofo rosa fra le parole t'amo, afferma il celebre motto di Edmond Rostand. Ma addio aforisma – scrivono Enrico Franceschini e Ilaria Venturi - se scompare l' apostrofo: e chi scrive email, messaggini, post sui social network, dell' apostrofo fa volentieri a meno”. E secondo una ricerca della Tasmania e della Coventry University, la conseguenza è che non sappiamo più usare questo segno di punteggiatura.

In Inghilterra esiste addirittura una Apostrophe Protection Society. «Ma l' odierna prevalenza delle comunicazioni digitali ne accelera il declino», dice Nenagh Kemp, curatrice dello studio, al Times di Londra. Il fenomeno non riguarda soltanto l' apostrofo, bensì tutti i segni di interpunzione, perché pur di essere brevi e veloci se ne fa a meno. “Eliminare la punteggiatura non significa necessariamente non conoscerla – dice la professoressa Kemp a la Repubblica - ma utilizzandola sempre meno se ne perde la padronanza».

Anche i linguisti italiani denunciano lo stesso fenomeno. Secondo il filologo Luca Serianni, da noi è più a rischio di estinzione il punto e virgola: «Se scomparirà, pazienza, la lingua si trasforma. L' apostrofo però andrebbe mantenuto”. E ricorda che fu l' umanista Pietro Bembo a introdurlo in tutta Europa e il suo augurio agli inglesi è che possano conservare, dopo la Brexit, almeno questo legame con il mondo continentale.

La sociolinguista Vera Gheno – si legge - rileva un’ altra abitudine digitale molto diffusa. «Le lettere accentate non riconosciute – dice a Franceschini e Venturi - portano gli internauti a scrivere po' con l' accento oppure c' è né invece di ce n' è. E a usare tanti puntini di sospensione invece di tre». A parte "qual è" scritto con l' apostrofo, «una battaglia persa», anche il critico letterario Massimo Arcangeli, autore di un saggio sulla "solitudine del punto esclamativo", vede la questione in termini più ampi: «La comunicazione digitale amplifica la perdita del legame tra oralità e scrittura. E a forza di scrivere scorrettamente finiremo per dimenticare come si scrive correttamente.

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